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NEWS 03-01

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  * GENOVA: Ritrovato di fronte a Nervi un ceppo di ancora romana. (26.01.03)

Un ceppo di ancora che potrebbe risalire all'epoca romana è stato ritrovato lo scorso ottobre a circa 35 metri di profondità nello specchio d'acqua antistante Nervi. Dopo il recupero ad opera dell'Unità organica di archeologia subacquea della Soprintendenza con la collaborazione del Centro carabinieri subacquei di Voltri, sarà custodito presso il Museo archeologico di Pegli.

Il ceppo di ancora lungo 138 centimetri e pesante 70 chili è stato avvistato a poco meno di un miglio dalla costa da due istruttori del circolo subacqueo "Paguro" che ha sede nelle immediate vicinanze dell'aAcquario di Genova che si sono rivolti alla Saprintendenza per i beni archeologici della Liguria. L'immmediato sopralluogo degli esperti della Soprintendenza ha confermato l'interesse archeologico del reperto.

Uno degli esemplari maggiormente degni di nota è quello recuperato nelle acque del porto di Genova nel 1957. Nel 1983, al largo di Moneglia, venne poi portato alla luce un ceppo del tipo mobile, in piombo ed infine tra i reperti più importanti di questa tipologia il ceppo conservato nel Museo navale internazionale di Imperia che reca in rilievo la scritta "Delphinias'~

In Liguria esiste solo un caso conosciuto di ancora ricostruita con ceppo in piombo, raccolto negli anni cinquanta nelle acque dell'isola Gollinara.

Il ritrovamento e il recupero di ceppi d'ancora nel mar Ligure hanno assunto un particolare significato nel 1956, quando recuperandone uno, questo si ruppe durante l'intervento. In quell'occasione si attivò il processo di approfondimento delle competenze del ministero dei Beni Culturali in materia di reperti di provenienza sottomarina, processo che portò al ministero stesso il riconoscimento dell'esclusiva competenza in materia.

 

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* LIDO DI VENEZIA: rinvenuto sulla spiaggia un frammento di nave cucita (24.01.03b)

 

Un altro pezzo di imbarcazione di età romana è stato restituito dal mare.

Domenica mattina è stato rinvenuta sull'arenile una tavola in legno pesante circa 15 chilogrammi consegnata successivamente alla competente Soprintendenza.

Si tratta del frammento di una cosiddetta "nave cucita", definita in questo modo per il particolare sistema di assembiaggio del fasciame tenuto insieme da una corda che passava attraverso fori praticati lungo i lati delle tavole. Sistema che è rimasto in utilizzo fino al tardo impero sulle imbarcazioni medio-piccole.

 

 

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  * CACCAMO (PA): sommerso dall'invaso della diga Rosamarina un ponte del Trecento (24.01.03a)

Costruito nel 1307 da Manfredi I di Chiaramonte il ponte Brancato da dieci anni è finito sotto la massa d'acqua del lago arificiale della diga Rosamarina nel comune di Caccamo, Palermo.

Ormai è visibile solo in immersione, ma le sue condizioni sembrano ancora buone, tanto che sta maturando l'idea di smontarlo, recuperarlo e spostarlo in un luogo dove possa essere visibile.

Le azioni per salvarlo erano iniziate già nel lontano 1973, prima che l'acqua lo sommergesse, ma senza risultato, speriamo che ora grazie ad un intervento in immersione, anche se con costi assai superiori, possa essere recuperato.

(fonte: La Repubblica, edizione di Palermo)

 

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* VENEZIA: le isole di San Clemente e Sacca Sessola sono ormai divenuti alberghi di lusso (22.01.03)

I tesori dell'Isola di San Clemente nella Laguna centrale di Venezia sono stati restaurati. L'omonima chiesa, con sculture forse attribuibili a Baldassarre Longhena, e il giardino si potranno visitare dal 14 aprile, quando aprirà l'albergo a 5 stelle San Clemente Palace della Turin Hotels che ha provveduto ai lavori nei monumenti e nel convento adiacente.

La chiesa è di origine romanica, con la facciata risalente al 1485. L'interno è stato oggetto di numerose modifiche e ampliamenti fra il Quattrocento e il Seicento, in particolare con la costruzione della seicentesca Cappella della Madonna di Loreto e di un nuovo grande altare, insieme al prolungamento dell'abside e del transetto.

Non lontana da Piazza San Marco, l'isola di 25mila metri quadrati è dedicata al servizio alberghiero di lusso ma puo' essere visitata con i mezzi pubblici.

Stessa sorte alla vicina isola di Sacca Sessola.

Qui l'albergo di lusso, quattro stelle, sarà il Sofitel Venezia in isola, che verrà inaugurato con qualche mese di ritardo a giugno e che ha ribattezzato il complesso "L'isola delle rose", che completo avrà 324 tra camere e suites, due ristoranti, un centro congressi con 12 sale meeting per una capienza di 1000 posti.

fonte: Il Gazzettino - ANSA

 

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  * BOSTON (USA): un nuovo veicolo per trovare relitti (20.01.03)

 

E' già pronta una nuova versione, ancora più sofisticata dei ROV, creata per trovare i relitti.

Senza fili e completamente telecomandato dalla nave oceanografica, si chiama Auv (Autonomous underwater vehicle) ed è stato messo a punto dall'equipe del professor David Mindell nei laboratori del Mit di Boston, dove è stato presentato al pubblico lo scorso anno.

Può scendere fino a 8.000 metri dl profondità.

Dopo le prime sperimentazioni, sarà usato in mare da Robert Ballard per le ricerche nel Mar Nero e nel Mediterraneo.

(fonte: il Venerdì di Repubblica)

 

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  * SANT'ERASMO (Laguna di VE): completato il primo lotto dei lavori alla torre Massimiliana (19.01.03)

 

Sono al termine i lavori di restauro della Torre Massimiliana a Sant'Erasmo, un'isola della Laguna Nord.

La torre Massimuiana è stata edificata dagli austriaci a partire dagli anni 1832. L'ordine di inalzarla fu dato da Radetzky, ma ideatore è stato l'arciduca Massimiliano Giuseppe d'Austria, figlio dell'arciduca Ferdinando, governatore della Lombardia e duca di Modena.

Aveva lo scopo di vigilare sulla bocca di porto di Lido e sul retro di Venezia. Costituiva l'ala nord del complesso difensivo che comprendeva i forti delle Quattro fontane, (demolito), di Malamocco, di San Pietro in Volta.

Nel corso della prima guerra mondiale è stata un luogo di sentinella dopo la rotta di Caporetto.

Alla fine della seconda guerra mondiale i tedeschi in fuga tentarono di distruggerla, poi la Curia cercò di utilizzarne i mattoni per la costruzione d'una casa di esercizi spirituali fino a divenire anche riparo a famiglie di sfollati.

(fonte: il Gazzettino)

La torre Massimiliana nel 1998

 

 

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* ROMA: un piccolo ponte romanico scoperto durante i lavori di un parcheggio (17.01.2003b)

 

Durante i lavori di scavo dei 60 box di piazza Eugenio Buffi alla Garbatella è stato scoperto un ponte di età romanica.

In accordo con la Sovrintendenza, si è deciso di rimuovere il ponticello costruito sopra il terzo fiume di Roma, l'Almone, considerato sacro dagli antichi latini.

L'operazione è già stata eseguita. Le vestigia sono state imbragate, portate fuori dallo scavo con un braccio meccanico e messe al sicuro, in modo tale da non esser danneggiate durante i lavori , al termine dei quali si pensa di posizionare il ponte nel giardino previsto su questa piazza.

 

 

 

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* MAR NERO: datato tra il quinto ed il terzo secolo a.C un relitto scoperto da Ballard (17.01.2003a)  

 

Il relitto scoperto nell'agosto 2002 davanti alle coste della Bulgaria da una spedizione scientifica sponsorizzata dalla National Geographic Society e guidata dal geologo americano Robert Ballard con l'aiuto di una nave oceano grafica bulgara e del suo sommergibile, è stato datato.

Il relitto si trova non lontano dalla costa, a 85 metridiprofondità, databile tra il V e il III secolo a.C. Il relitto sembra distrutto nella sua parte superiore, ma il carico, un cumulo di anfore ben impilate si è conservato. Solo lo strato superiorene conta una trentina. Dentro ha trovato lische di pesce lunghe 5-6 cm, pesci di acqua dolce, con chiari segni di macellazione.

Per datare il relitto gli scienziati hanno esaminato questi resti di pesce e la datazione con il radiocarbonio ha rivelato che essi e quindi la nave con la quale sono affondati, risalgono ad un periodo compreso tra 2.280 e 2.490 anni fa.

Fino ad oggi è il piu' antico relitto navale mai scoperto nel mar Nero ed i resti dell'antica nave mercantile dovrebbero essere riportati in superficie l'estate prossima.

L'imbarcazione greca faceva la spola tra le coste del MarNero e trasportava anfore piene di pesce essiccato in quanto, secondo gli scienziati le anfore sembrano originarie della citta' turca di Sinope, sulla costa meridioanle del mar Nero. La nave mercantile con tutta probabilita' era andata a imbarcare pesce sulla penisola di Crimea, nel mar Nero settentrionale.

Si trova infatti proprio lungo una delle rotte che secondo i ricercatori le navi antiche percorrevano. Navi che portavano soprattutto pesce, ma anche grano e olio.

Questa è, sicuramente, solo la prima di moltissime imbarcazioni che potrebbero essere recuperate in quanto il Mar Nero è stato per anni chiuso alla ricerca e le prime spedizioni sono iniziate solo dopo il 1989.

Ora cominciano le prime scoperte. Come sembrano indicare anche le immagini dei due relitti del V secolo d.C. individuati sempre da Ballard nel 2000 con navi che paiono ancora integre.

 

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  * MAZARA DEL VALLO (TP): chiusa l'indagine sui pescatori che ritrovarono la statua del satiro in acque internazionali (14.01.2003)

La Procura della Repubblica di Marsala ha disposto il dissequestro dei due preziosi reperti archeologici (il Satiro danzante e una zampa d' elefante in bronzo) recuperati sui fondali del Canale di Sicilia, tra il 1998 e il '99, dall' equipaggio del peschereccio di Mazara del Vallo ''Capitan Ciccio''. Con questo provvedimento la magistratura ha chiuso l' indagine avviata nel 1999.

Un' inchiesta aperta per il sospetto che attorno ai ritrovamenti vi fosse il progetto, poi rientrato, di collocare i reperti sul mercato clandestino delle opere d' arte. I periti nominati dalla Procura hanno, tuttavia, scoperto che diversi pezzi del Satiro sarebbero stati ''incollati'', con una resina prodotta negli anni '90.

Rimane un mistero, pero', chi sia stato a mettere assieme i vari componenti.

Il Satiro è una statua alta oltre due metri e del peso di 104 chilogrammi, e di epoca ellenistica (IV secolo a.C.), mentre la zampa d' elefante risalirebbe al periodo punico e sarebbe opera di maestranze cartaginesi. Se venisse confermata l'ipotesi che la statua del satiro è opera di Prassitele, e, magari, fosse proprio la statua detta "l'esaltato", legata al rito del vino, il bronzo diventerebbe una delle statue più importanti dell'arte antica.

Il primo reperto fini' impigliato nelle reti del ''Capitan Ciccio'' nel marzo del 1998 (qualche mese prima era stata trovata una gamba), mentre l' altro fu pescato nello stesso specchio di mare, a circa 400 metri di profondita', nel luglio del '99.

 

 

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MADRID (Spagna): all'asta la campana della Santa Maria (13.01.03)

Stava per essere messa all'asta in Spagna alla casa d'aste "Activos y Subastas" la campana della caravella di Colombo: la Santa Maria.

Prezzo base: un milione di euro

Successivamente la campana è stata requisita (18.02.03) dalla polizia spagnola su richiesta delle autorità Portoghesi, per cui l'asta è, ora, da considerarsi sospesa.

Il governo portoghese ha avviato questa azione perché reclama il pezzo in quanto è stato trovato nelle sue acque territoriali nel 1994.

A scoprire la campana era stato un sub italiano Roberto Mazzara, il quale si.è convinto che si tratti di quella che si trovava proprio sulla "Santa Maria" di Colombo. «Dal 1997 il governo portoghese' ~ Informato di questo ritrovameflto», ha detto David de Val, aggiungendo di essere venuto a conoscenza solo ieri della richiesta portoghese di fermare l'asta, inoltrata al3e autorità spagnole nello scorso mese di dicembre. Secondo gli organizzatori, all'asta erano già potenzialmente interessati dieci acquirenti (collezionisti americani ed europei). La stima iniziale partiva da un milione di dollari. L'annuncio mondiale della vendita risale al novembTe scorso.

Il prezioso oggetto era stato ripescato nel mare al largo delle coste portoghesi nel 1994, sul relitto de1 galeone spagnolo "San Salvador" affondato nel 1555.

Sulla base di una serie di ricerche d'archivio durate tre ami,è stato accertato che il "San Salvator" trasportava un carico destinato al nipote di Cristoforo Colombo, Luis Colon, tra cui la campana della "Santa Maria", caravella che si era incagliata a Natale de1 1492 davanti alle coste di Haiti. La campana sarebbe stata conservata da Colombo nella sua casa di Santo Domingo ed alcuni anni più tardi suo nipote l'avrebbe fatta tornare in Portogallo, proprio a bordo del galeone naufragato.

(fonti: La Repubblica - Il Gazzetino)

 

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* LAGO DI MISENO (NA): partirà a febbraio la campagna di ricerche e scavi per ritrovare i resti della flotta romana (12.01.03)

Partirà entro febbraio l'operazione di recupero sui fondali del lago di Miseno di quanto resta della flotta romana che vi era custodita.

Si partirà con le indagini geofisiche ed archeologiche dello specchio d'acqua lacustre. Per finanziare l'impresa didponibile un milione di euro.

L'idea, da cui gli studiosi partono è che Miseno, grazie alla sua particolare conformazione geografica, fu usato fin dal IV secolo a.C. come avamposto difensivo marino e arrivò al suo splendore quando Ottaviano Augusto e Agrippa decisero di spostare nel lago di Bacoli la flotta militare. Il portus Iulius infatti, nel bacino del Lucrino, tendeva ad insabbiarsi ed era necessario correre ai ripari: per questo si pensò di trasferire la scuola militare e le navi nel lago Miseno.

Fu allora che il bacino divenne un cantiere navale, collegato al mare grazie ad un grosso canale (oggi interrato).

L'ingresso del porto era protetto da due moli ad archi, uno a Punta Terone e l'altro a Punta Pennata, mentre due tunnel scavati nel tufo di Punta Starparella evitavano 1'insabbiamento.

L'insenatura, protetta dal vento, era l'ideale per poter custodire la più imponente flotta romana (più grande anche di quella di Ravenna) che si meritò durante il periodo di Domiziano l'appellativo di "praetoria" (cioè alle dirette dipendenze dell'imperatore).

Che cosa c'era nel Miseno? Una nave ammiraglia (l'esera) e centinala di triremi, liburnae e quadriremi. Sulla terraferma, attorno al porto, c'era una base militare capace di ospitare 6mila uomini, con tanto di teatri, templi per l'imperatore, ville patrizie (i cui resti sono visibili).

Tutto questo non può non aver lasciato traccia nelle acque del bacino

( fonte: il Mattino)

Nota: da altre informazioni sembra che la notizia sia priva di fondamento. Attendiamo l'inizio dei lavori.

 

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* SIRACUSA: ritorna in Italia un elmo bronzeo donato al santuario di Olimpia da Gerone di Siracusa (10.01.2003b)

In cambio di un frammento di Partenone, la Grecia restituirà all'Italia un elmo bronzeo donato da Gerone, tiranno di Siracusa, al santuario di Olimpia nel 474 a.C., dopo aver sconfitto la flotta Etrusca al largo di Cuma

Le popolazioni etrusche, originarie della Toscana e dell'Alto Lazio, avevano raggiunto la loro maggiore espansione verso il 410 a. C. raggiungendo la Campania e l'area di Napoli e arrivando allo scontro con le colonie greche

La battaglia decisiva venne combattuta nel 474 al largo di Cuma, in Campania. Gli etruschi vennero sconfitti dalla flotta del tiranno di Siracusa, Gerone, «alleato» dei greci. Da quel momento le mire degli Etruschi sui Tirreno meridionale e il loro sogno di poter controllare lo Stretto di Messina, dovettero essere abbandonati.

A seguito di ciò per celebrare il trionfo sugli etruschi Gerone donò agli dei nel Santuario di Olimpia due elmi catturati agli etruschi su cui aveva fatto apporre una incisione esplicativa.

Come si sia svolta lo scontro tra le triremi greche e le navi etrusche possiamo immaginarlo guardando le «raffigurazioni» dipinte su vasi sia greci che etruschi: speronamenti, nugoli di frecce, sangue, lance, schianti, fiamme, grida e morte. E mentre le navi etrusche affondavano nelle acque di Cuma i capitani di Dionigi facevano spogliare i prigionieri dalle loro armi, per portarle a Siracusa come bottino dl guerra

Tra il bottino, due elmi di bronzo. Uno tipicamente etrusco, "a calotta" semplice l'altro di tipo corinzio con paranaso e paraguance finemente incisi con motivi decorativi, probabilmente appartenuto a un importante capitano etrusco.

I due elmi vennero consegnati a Gerone che decise di dedicarli a Zeus in segno di ringraziamento per avergli concesso la vittoria sui "barbaroi", gli etruschi.

Così l'incisore di corte tracciò Lungo il lato sinistro di entrambi un'iscrizione in alfabeto siracusano e in dialetto greco-dorico che dice:"Hiaron il Dinomenide e i Siracusani dedicano a Zeus, bottino degli Etruschi a Cuma".

Probabilmente fu lo stesso Gerone a depositare nel santuario di Giove a Olimpia, in Grecia, i preziosi doni che furono ritrovati solo alcuni millenni dopo.

Il primo, quello «a calotta» venne rinvenuto nel 1817 e finì al Brithish Museum, la forma è, forse, meno elegante, ma sicuramente dalla tipica foggia etrusco-italica.

Il secondo&emdash; quello che ora dovrebbe arrivare in Sicilia &emdash; venne scoperto alla fine degli anni Cinquanta ad Olimpia ed è ora conservato nel locale museo.

Gli elmi bronzei etruschi si ritrovano già nei X secolo a. C. Sono particolarmente goffi e rispondono più a un'esigenza da parata piuttosto che funzionale. Sono calotte con cimieri triangolari al di sopra decorati da dischetti e placche metalliche. Dopo alcuni secoli la forma dell'elmo etrusco si alleggerisce, divenendo una semplice calotta.

Dal V secolo a.C. gli Etruschi prendono in prestito le forme greche, per lo più attiche e corinzie. L'elmo che ci riguarda, ha una forma corinzia, è alto quasi venti centimetri e decorato da una palmerta incisa ai lati delle occhiaie.

 

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* VENEZIA: ci sono le condizioni per creare il parco archeologico/ambientale della laguna (10.01.03a)

 

Nell'area umida ad alto interesse archeologico più grande del mondo è possibile coniugare salvaguardia e sviluppo.

Cinque rischi da non sottovalutare: ecco gli elementi che sono stati presi in considerazione da Archeorisk per affrontare gli intervemti più adeguati e tempestivi: pesca abusiva, traffico di natanti, erosione dei fondali, atti vandalici, organismi xilofagi (mangialegno).

Ed ecco i siti archeologici campione: FUSINA: fondamenta di un molo di epoca romana, CANALE BOSSOLARO: antiche arginature e molte anfore, CA' BALLARIN: resti murari e ceramiche romaniche, SAN MARCO IN BOCCALAMA: l'isola che non c'è con la grande galea.

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* MONTE SAN'ANGELO (FO): riti legati alle acque (08.01.2003)

Da scavi recenti sembra che l'area adiacente all' attuale abbazia di Santa Maria di Pulsano, nelle campagne di Monte Sant'Angelo, dove scorreva il fiume Alteno fosse un'area dedicata a riti pagani legati alle acque di antiche popolazioni locali, scomparse intorno al V secolo dopo Cristo. Una località dove si portavano i malati per ottenerne la guarigione.

La scoperta del luogo dove scorreva il fiume, oltre a quella che in una grotta a pochi metri dal fiume avveniva l' adorazione di Podalirio, la divinita' pagana alla quale ci si rivolgeva per le guarigioni, e' stata fatta dalla Soprintendenza ai beni culturali di Foggia in due campagne di scavi che hanno permesso di trovare anche la sorgente da dove sgorgava l' acqua del fiume Alteno, che passava a pochissimi metri dalla grotta di Pulsano dove avveniva il culto di Podalirio.

Nella roccia sono state trovate numerose fessure da dove sgorgava l' acqua del fiume e poi ci sono tantissime altre tracce che hanno permesso di ricostruire il rituale della guarigione. Ci sono moltissimi scrittori greci che indicano la grotta della divinita' di Podalirio ad una distanza di 100 stadi dal mare nei pressi del fiumicello. Ebbene dal Golfo di Manfredonia, percorrendo a piedi la strada, fino alla grotta che si trova nei pressi dell' abbazia la distanza e' esattamente di 100 stadi e poi ci sono le tracce del fiume e, infine, graffiti che dimostrano come nel fiume ci si immergesse per ottenere la guarigione.

Nei pressi della grotta di Pulsano l' equipe di archeologi ha trovato anche i resti di una antica necropoli pagana. Successivamente, nel VI secolo d.C. fu eretta l'abbazia di Pulsano che fu gestita dai monaci dell' ordine di San Equizio e nel X secolo fu affidata ad una comunita' di Benedettini cluniacensi. Nel XII secolo l' abbazia divenne uno dei monasteri piu' importanti dell' Italia meridionale.In questo periodo l' abbazia fu inoltre centro miniaturistico di primo piano.

Il rituale di guarigione rivolto a Podalirio con l' immersione nelle acque del fiume Alteno e poi l' utilizzo da parte dei frati della sorgente che alimentava il centro termale fanno pensare che quell' acqua fosse importante per la cura del corpo umano. Le campagne di scavi non sono ancora concluse e non si esclude che quell' area possa riservare altre sorprese

 

 

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* MAZARA DEL VALLO (TP): la statua del satiro restaurato verrà esposta alla Camera dei Deputati (04.01.2003)

In attesa che Mazara del Vallo possa ospitare il Satiro di bronzo ripescato nelle acque del Canale di Sicilia, nella chiesa sconsacrata di sant'Egidio, la statua sarà ospitata alla Camera dei Deputati a Montecitorio

 

 

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* NEW YORK (USA): anno 2003 - Anno internazionale dell'acqua (01.01.2003)

Il 2003 è stato proclamato dall'Asemblea Generale delle Nazioni Unite: Anno internazionale dell'acqua.

 

 

 

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